Cascata delle Marmore

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Categoria Luogo: AttrazioniLuogo Tags: Natura

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  • La Cascata delle Marmore, una delle attrazioni naturalistiche più belle e interessanti dell’Umbria non è opera della natura, ma è nata artificialmente, per mano dell’uomo diventando però un elemento inscindibile con il territorio locale, tanto da diventarne il simbolo.

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    Storia della Cascata delle Marmore

    Il nome stesso della zona, “Marmore”, etimologicamente significa “luogo dove cresce il marmo”, e sta ad indicare il luogo dove le acque del Velino, ricche di sali, e in particolare di bicarbonato di calcio, sfociavano, in epoca remota, sulla più bassa Valle del Nera, dando luogo alla potente incrostazione calcarea, il Travertino, che gli antichi, per la sua durezza e bianchezza, definirono erroneamente “marmo”.

    La nascita della cascata si può far risalire intorno al 271 a.C. Quando il console Manio Curio Dentato fu incaricato dell’opera di bonifica della pianura Reatina; a tale scopo progettò un emissario di scolo per le acque paludose, di lunghezza pari ad una lega romana (2222 m), che venne scavato sul Piano delle Marmore, ed in particolare sul luogo del maggior afflusso delle acque, posto a mezza distanza tra il Lago di Piediluco e la rupe del piano. Il console Dentato ritenne che il fiume Nera grazie al suo profondo letto, avrebbe dovuto fornire un’adeguata raccolta delle acque, senza compromettere la pianura ternana. Il “Cavo Curiano”, così venne definita l’opera, servì a liberare le terre acquitrinose della pianura rendendo il territorio bonificato e coltivabile.

    L’opera però nel giro di poco tempo mostrò i suoi punti deboli; il “cavo” non era in grado di contenere l’intero flusso di acque del Velino nei momenti di massima portata, per questo durante le piene l’afflusso di acqua tracimava oltre il cavo stesso e andava ad inondare la soggiacente pianura Ternana. Il malfunzionamento del cavo portò ad un contrasto tra la popolazione, che cercava di ostruire il canale per evitare l’afflusso di troppa acqua, e quelle Reatina, che al contrario, cercava di ampliare il cavo così da evitare il “ritorno” delle acque ed il seguente impaludimento dell’area.

    Le lotte tra Reatini e Ternani si potrasserò per diversi secoli con vittorie alternate ma senza risultati soddisfacenti. Nel 1545 su commissione di Paolo III, venne incaricato un giovane architetto, Antonio da Sangallo, per costruire un nuovo cavo che potesse servire a supplire le mancanze del precedente. La nuova opera venne intitolata “Cavo Paolino”, dal nome del Papa stesso. Un anno dopo il cavo, e la diga che ne faceva parte, furono terminati, ma a solo 1 mese di distanza dal termine dei lavori una nuova alluvione allago la pianura Ternana e mostrò l’inefficacia dell’opera appena compiuta.

    Nel 1598, per scelta di Clemente VII iniziarono i lavori per il ripristino del vecchio cavo, quello Curiano, che però, per volontà del Papa stesso venne rinominato “Cavo Clementino”; i lavori consistettero nell’allargamento del canale di deflusso delle acque e lo scavo di un nuovo canale parallelo a quello precedente. Il nuovo canale permise il corretto afflusso da parte delle acque permettendo la bonifica permanente della pianura del Ternano, ma anche questa volta, durante i periodi di piena sorsero dei problemi che riguardavano i paesi sottostanti la Cascata delle Marmore, che a causa dell’eccessiva mole di acqua portata durante i grandi temporali, venivano perennemente allagati.

    Il problema fu risolto solo grazie a Pio VI nel 1782 quando una commissione di architetti ed esperti una volta svolto un sopralluogo sul cavo decise di deviare diagonalmente una parte dell’acqua in modo da permettere al fiume Velino di convogliare le sue acque nel Nera con un angolo acuto, eliminando così il rigurgito del Nera e dando alla Cascata delle Mamore l’aspetto che ancora oggi assume.

    La Cascata delle Marmore e l’economia di un territorio

    La Cascata delle Marmore a partire dagli inizi del ‘900 diventò una fonte importantissima di energia elettrica per le industrie siderurgiche ternare, e nel 1929 nacque la centrale idroelletrica di Galleto che nel 1962 passò all’Enel e che contribui alla nascita di un’importantissimo polo energetico locale.

    Il ruolo della Cascata delle Marmore si divide oggi tra la produzione di energia elettrica e il l’esigenza turistica che nel corso degli ultimi anni ha preso sempre più piede; la Cascata è infatti una delle eccellenze turistiche del comprensorio Ternano e dell’intera regione, a tal punto da diventare un vero e proprio fulcro per l’economia turistica locale.

    Negli ultimi anni il Parco Fluviale del Nera e la Cascata della Marmore grazie al lavoro delle amministrazioni locali e regionali hanno subito un processo di valorizzazione che ha puntato su un turismo naturalistico e sportivo rendendo la zona di Marmore una delle princiapli attrattive del ternano.

    Oggi il Fiume Nera, il Lago di Piediluco e la Cascata delle Marmore rappresentano un “triangolo turistico” molto apprezzato dagli amanti nell’outdoor adventure e degli sport fluviali e lacustri: rafting, canyoning, canoa e molti altri.

    Visitare la Cascata delle Marmore

    La Cascata delle Marmore può essere visitata tutto l’anno con l’eccezione di alcune festività nazionali in cui rimane chiusa. Il Parco della Cascata rimane aperto molte ore del giorno mentre il rilascio delle acque, la parte più spettacolare della visita, avviene in determinati giorni ed orari. Vi consigliamo di visitare il sito ufficiale della Cascata per consultare il calendario aggiornato.

    Percorsi della Cascata delle Marmore

    • Sentiero 1: Antico Passaggio (difficoltà medio-alta), 40′ di percorrenza , 150 m di dislivello;
    • Sentiero 2: Anello della Ninfa (difficoltà facile), 20′ di percorrenza, 40 m di dislivello;
    • Sentiero 3: L’Incontro delle Acque (difficoltà facile), 20′ di percorrenza, 15 m di dislivello;
    • Sentiero 4: La Maestosità (difficoltà media), 20′ di percorrenza, 75 m di dislivello;
    • Sentiero 5: La Rupe e l’Uomo (difficoltà facile), 30′ di percorrenza, no dislivello.
  • Categoria: Attrazioni

     Indirizzo: Marmore - Terni -  05100
    Umbria 

    Orari: Variano di mese in mese. Vedere sito ufficiale.
    Ingresso: A Pagamento
    Biglietto: Biglietto ordinario: 10€; Ridotto: 7€; Gruppi 6€; Tariffa Speciale: 5€.
    Telefono: 0744 62982
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